
L’oncologia che vorrei
2 Ottobre 2017
Prendersi cura del corpo
2 Ottobre 2017Come si svolge l’intervento?
In sala operatoria, sempre sotto guida ecografica, dopo una piccola iniezione di anestetico locale, si inserisce la sonda endovascolare ( laser o radiofrequenza ) a livello della parte interna del ginocchio per la Vena Grande Safena, al polpaccio per la Vena Piccola Safena. Sempre sotto guida ecografica, si posiziona la sonda in prossimità della giunzione safeno-femorale o safeno poplitea e si fissa alla cute il dispositivo con un cerotto per evitare eventuali spostamenti inconsulti. Dopodiché si procede all’ anestesia locale per tumescenza, ovvero lungo il vaso da trattare, seguito ecograficamente, si inetta una soluzione anestetica diluita (la stessa che si adopera per le liposuzioni) e si inizia la procedura: il vaso si chiude grazie alla alta temperatura generata dalla sonda laser o radiofrequenza. A fine procedura, si esegue un controllo ecocolordoppler del vaso trattato e si verifica la regolare pervità del sistema venoso profondo. Per i pazienti più ansiosi è possibile effettuare una blanda sedazione a inizio procedura. Se necessario quindi, sempre in anestesia locale, si procede con le varicectomie, attraverso minime incisioni della cute che poi si suturano con piccoli punti o con steril strips. Si applicano dei cerottini e si fa indossare un monocollant elastico II classe che andrà indossato per le prime 48 ore in modo continuativo, quindi solo nelle ore diurne per un totale di quattro settimane. I pazienti tornanti in reparto o in Recovery room, iniziano subito a camminare e vengono dimessi circa due ore dopo il termine dell’intervento con terapia eparinica a dosaggio profilattico per 7 giorni.
Il post operatorio A una settimana dall’intervento è necessaria la visita di controllo e la desutura. A questo punto i pazienti possono riprendere la propria attività lavorativa, eccezione fatta per coloro che svolgono attività lavorative che richiedono l’ortostatismo prolungato, in questi casi è indicato un periodo di riposo più lungo (15 giorni circa). I controlli successivi saranno cadenzati a 3,6 e 12 mesi.




